Controcorrente di Umberto Satolli

31 maggio 2004    
 


       Da sempre sono affascinato dal mondo della rotaia. Peccato non saperne di più! Da un po’ di tempo il mio interesse per il treno sta aumentando, da quando, cioè, alcune riflessioni mi hanno convinto a credere che possiamo trarre, dalle regole che governano questo mondo, degli spunti pedagogici, utili per la gestione ministeriale.

       La locomotrice deve essere sufficientemente potente per trainare un numero predeterminato di vagoni. Ci sono dei criteri, oggettivamente riscontrabili, per stabilire quanti KW sono necessari per far muovere decentemente un intercity o un treno merci.

       I macchinisti devono avere specifiche caratteristiche fisiche, oltre a godere di ottima salute. La distanza tra i due binari, credo si chiami scartamento, deve essere costantemente uguale in tutto il paese. Anzi, vista la circolazione internazionale, costantemente uguale almeno in tutto il continente europeo. La segnaletica deve essere chiara ed univocamente interpretata da tutti gli addetti ai lavori. Gli esperti del settore potrebbero continuare per centinaia di pagine ad illustrare molti altri aspetti di questo mondo, ma io sono un profano e così mi fermo a queste poche sciocchezze. E che centra la pedagogia ministeriale? Forse il lettore dimentica che, chi pensa controcorrente, spesso fa dei ragionamenti molto complicati ed impervi.

       Chi per mestiere deve gestire treni, ha sicuramente un impegno gravoso, ma anche un enorme vantaggio rispetto ad altri settori professionali. Se sbaglia qualcosa nell’organizzazione, constata immediatamente i problemi causati da tale errore. Potenza inadeguata del locomotore? Il treno va piano, accumula ritardi siderali o, nel peggiore dei casi, nemmeno si muove. I macchinisti sono alti un metro e quaranta, oppure afflitti da handicap gravi? Il treno, probabilmente non arriverà a destinazione, o si schianterà di lì a qualche ora. I binari hanno scartamento diverso, in base alla regione di appartenenza? Circolazione transregionale impossibile. Metà dei dipendenti interpretano il rosso come via libera? Collisioni multiple assicurate.

       In tutti gli esempi fatti, molti ferrovieri, naturalmente, rischiano il linciaggio sul posto, ad opera di chi ha subito le conseguenze della loro negligenza.

       Bella forza, direbbe il nostro polveroso burocrate ministeriale, la logica e la fisica obbligano i ferrovieri a stare con i piedi per terra. Nel nostro caso il problema si pone diversamente! E già, rifletto io, poiché né la logica , né la fisica ci impongono di fare diversamente, allora è proprio il caso di tenere i piedi su Marte. E così continuano a fornirci motrici a pedali ed alla loro guida mettono, in qualche caso, degli orbi, accompagnati, però, da un bel certificato di vista acutissima In altri casi macchinisti alti un metro e trenta, ma adeguatamente equipaggiati con scarpe dai tacchi alti. I binari sono di burro, ma pare che, al momento sia politicamente convenienti considerarli di acciaio temperato. E poi si meravigliano se deraglia un treno al giorno. Con un’ulteriore aggravante: i nostri burocrati la conta dei morti la fanno un decennio sì ed uno no. I parenti delle vittime non fanno in tempo a linciarli.

       Ogni riferimento alle riqualificazioni è casuale o dovuto all’opacità delle lenti del lettore…

 

 
6 aprile 2004    
 

Non bastavano gli eterni problemi della giustizia. Ora ci si mettono anche gli ufficiali giudiziari ad aggravare la situazione ed il disagio dei cittadini. Tutta questa petulanza per l’aggiornamento delle trasferte, congelate al ’96! Ma non sanno che c’è un deficit pubblico grande come una voragine e che da qualche parte si dovrà pur risparmiare?
L’autorizzazione all’uso del mezzo proprio? Tipica follia derivante dalla patologica mania di protagonismo degli ufficiali giudiziari! Ma non sanno anche i bambini che tutto il territorio è coperto dal servizio di trasporto pubblico? La solita storia. Trattasi di pubblico dipendente allergico all’autobus, che vuole viaggiare comodo, magari ascoltando CD o fumando e che inserisce nel suo itinerario, all’insaputa del Ministero, la scuola dei figli, il supermercato, l’ufficio postale e chissà quante altre fermate abusive e poi si lamenta di essere costretto ad usare l’auto.
Per non parlare della pretesa assurda di avere l’orario di lavoro che almeno ne predetermini la quantità. Al ministero già se lo immaginano dopo tale conquista. Cammina lentamente mentre si dirige verso il luogo dell’esecuzione, i più scaltri, al minimo accenno di salita, portano la mano sullo sterno con una smorfia di dolore per giustificare le frequenti soste. Eccolo mentre verbalizza con calma esasperante, aggiunge lunghissimi avverbi inutili, divaga con excursus elaborati su temi tipo la convenienza o meno del diesel. Alla fine arriva trionfante al momento che ha atteso per tutta la giornata: va dal capufficio con gli atti che, trascorse le sei ore, non ha avuto il tempo di espletare. Ma è molto più efficace il sistema attuale. Se vuoi pranzare entro le quindici, affrettati. Se temi l’oscurità della sera sii rapidissimo a sfruttare fino all’ultimo le ore diurne, perché il crepuscolo incombe e la borsa è ancora piena.
Certezza della retribuzione? Poi ci si domanda come mai le interdizioni sono così rare… con tutti questi matti in giro. Cosa c’è di strano se alcuni lievissimi problemi legislativi e contabili ritardano o annullano emolumenti sacrosanti. E’ un inevitabile contrappasso dell’oramai proverbiale metodo per arrotondare lo stipendio dei nostri cari ed integerrimi funzionari. Casse di frutta, buste di carne e, soprattutto fruscianti banconote estorte ai poveri esecutati. Tali abitudini, attentamente monitorate dal Ministero, ovviamente legittimano certe disattenzioni in tema di stipendio.
Al di là delle precedenti considerazioni, è di questo mese la consegna al Ministero del risultato di una commissione di studio, istituita all’insaputa dei decerebrati di cui trattiamo, composta da etologi, ragionieri, neuropsichiatri, sociologi, fisioterapisti e zoologi che hanno osservato per anni i nostri protagonisti.
In base alle loro dotte conclusioni il ministero può star tranquillo. Non esiste altra razza, nel mondo animale, maggiormente capace di sopportare qualunque tipo di sofferenze, angherie, maltrattamenti od ingiustizie senza alcuna reazione. Quindi ha deciso di continuare pervicacemente su questa strada…

 

 
   

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