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Lettere all'UIUG    
     

Ci pervengono varie lettere di colleghi, sempre gradite.
Questo settimana diversi colleghi ci hanno scritto su vari argomenti, Li ringraziamo per il contributo a alla discussione sulle nostre vicende.

 

 

C'era una volta…. e c'è…. l'Unione Italiana Ufficiali Giudiziari.

Fatta eccezione per alcuni colleghi il cui impegno è palese, prendo atto di certo immobilismo che imbriglia la nostra Associazione relativamente agli obbiettivi che ci si proponeva di raggiungere.
Si badi bene, il mio non vuol essere un " canto del cigno" e lo dico rivolgendomi a tutti coloro che nel nostro ideale non hanno mai creduto. Ritengo che sia giunto il momento di prendere atto di una determinata situazione e correre ai ripari nei modi possibili.

Questo, non potrà che essere utile a scuotere le coscienze ed a spronare al cambiamento!

Contrariamente a quanto si pensa, molti di noi coltivano ancora il sogno di una nuova professione che, scaturendo dalle ceneri di quella odierna, potrà rappresentare la rivincita per la categoria..
Come più volte è accaduto durante i numerosi confronti, siamo concordi nel ritenere che la strategia giusta sia quella esplorare le nuove opportunità professionali. Per intenderci, proprio quelle scaturite dalle geniali intuizioni di alcuni colleghi.

Mi riferisco, in particolare, alla possibilità: di eseguire le vendite mobiliari con la qualifica di commissionario, di provvedere alle offerte reali percependo un compenso simile a quello dei Notai, di essere nominati C.T.U.(oggi facilitata dai numerosi precedenti) e quindi svolgere una professione più gratificante sia dal punto di vista economico che dal punto di vista professionale.
Come dimostrato dai colleghi D'Aurora, Tarquini e Sardano, pur occupandoci di un'attività per molti versi di "routine", la percezione del reddito risulterebbe assolutamente superiore a quello percepito oggi, e soprattutto professionalmente potremo dirci veramente riqualificati.
Per questo, rivolgo un invito a chi ancora ritiene che la nostra professione debba progredire e migliorare affinché si faccia portatore di nuove idee .

Solo a titolo informativo, a Vasto, abbiamo iniziato a svolgere le attività suindicate e posso dire che tutto è cambiato.

Staccarsi dalle squalificanti dispute relative ai diversi modi interpretare la " interfungibilità " è possibile ed aggiungerei: doveroso!
Credo che altra alternativa non ci sia, quanto ancora potremo resistere a combattere le "convenzioni" o a dividerci le sempre meno numerose esecuzioni mobiliari ??

Resto in attesa di ricevere nuove idee.

Saluti a tutti.

Vincenzo Castellano

 

03 dicembre 2004

Egr Dott. Lobrano,
mi presento sono una vincitrice del Concorso per 443 Ufficiali Giudiziari, seconda nella graduatoria del distretto dell'Emilia Romagna, regione anch'essa esclusa dalle 248 assunzioni.
Innanzitutto, La ringrazio a nome di tutti i vincitori ed idonei del distretto di Bologna per l'attenzione che presterà alla lettura di questa e-mail.
Le scrivo per segnalare alla Sua attenzione, la trasmissione "Punto e a capo" andata in onda giovedì 25/11/04 su Rai Due in tema di riforma dell'ordinamento giudiziario, dove il nostro caro ministro Castelli ha confermato l'assunzione di soli 248 Ufficiali Giudiziari a fronte dei 443 posti messi a concorso in alcune sedi del Nord (tale scelta anche se supportata dalle gravi carenze di organico potrebbe essere male interpretata come scelta per le stesse regioni sede elettorali della lega), in quanto appaiono le sole sedi bisognose di personale - in realtà le carenze sono da nord a sud con varie differenze-; peccato che tale decisione venga presa solo dopo aver pubblicato e concluso un concorso per 443 posti vacanti in tutta Italia!
Ma quello che ci ha lasciato sconcertati è l'affermazione fatta dal Ministro per i restanti 195 vincitori.
Il Ministro ha infatti dichiarato che data la nuova Convenzione con le poste per le notificazioni non c'è più bisogno della presenza degli altri vincitori, e perciò gli stessi dovranno adeguarsi a non "fare i dipendenti pubblici". Forse era il caso di dircelo prima.
Se Lei vuole informarSi su quanto Le ho scritto basta vedere la registrazione della puntata, non sono fandonie, siamo veramente arrabbiati!
Inoltre sono veramente delusa soprattutto perchè vedo un totale disinteressamento da parte vostra su quanto sta accadendo, quale associazione di ufficiali giudiziari, quasi ad aver un fastidio per una probabile entrata di nuovi giovani nella categoria.
L'entrata di forze nuove dovrebbe solo spingervi ad essere più fiduciosi per l'appoggio e l'entusiasmo di questi giovani per poter attuare anche in Italia la figura professionale dell'Huissiers de Justice et Officiers Judiciaires che esiste in Europa.
In realtà l'apparenza è quella di un'associazione che sembra ignorare quanto sta accadendo alla propria categoria!
Il nostro non vuole essere un atto di accusa verso di voi ma uno spronarvi a sotenerci per essere veramente una categoria unita, anche perchè è triste sentirsi rispondere ad una richiesta di aiuto che era meglio non farlo questo concorso e che tale consiglio Lei stesso lo ha dato ai propri figli:
Non è meglio dire ragazzi venite ed insieme difendiamo e miglioriamo questa figura professionale!
Chi le parla sa quel che dice perchè ha vissuto sulla sua pelle l'umiliazione e la fatica di essere ufficiale giudiziario, anche se B3.

Ivana Capobianco

Gentile Ivana,
chiunque dica di voler fare qualcosa nell’interesse della categoria fa solo il suo dovere se presta ascolto e da spazio alle voci che provengono da chi è nell’ambiente o vorrebbe entrare a farne parte.
Purtroppo mi sono perso la trasmissione di cui mi parli ma mi è stata riferita.
In ogni caso un ministro della giustizia dovrebbe sapere che per un politico, a maggior ragione se rappresentante dello Stato e ministro della giustizia (!), il mantener fede agli impegni presi dovrebbe essere sacrosanto ed il minimo.
Al contrario sappiamo bene quanto questo rientri nell’opinabile per quasi tutti i politici italiani.
Questa è la parte facile della risposta, passiamo a quella più complicata.
Abbiamo ricevuto anche altre lettere come la tua, oltre a quella già pubblicata, e ti assicuro che è difficile dare delle risposte a chi, più che legittimamente e, ti assicuro, ispirando solidarietà e simpatia, reclama il rispetto dei patti e aspira al conseguimento del posto di lavoro.
E’ ancora più difficile quando le domande provengono da una persona che si propone con la tua dignità e la tua serietà.
Infatti anche noi che siamo in servizio siamo esasperati per tanti motivi e, purtroppo, c’è parecchia rassegnazione che fa perdere a molti la voglia di combattere, come sai, visto che fai parte della famiglia unep.
E’ deprimente pensare che se la situazione fosse diversa, giustamente fai un riferimento ai colleghi francesi, noi saremmo addirittura pochi.
Infatti in Francia, con una popolazione pressoché uguale a quella italiana, i soli Huissiers sono quasi tremila, tralasciando i notificatori e il personale addetto agli studi con mansioni di segreteria o contabili.
Però anche in Francia i concorsi sono molto selettivi, sono gestiti dalla “corporazione” che cura la formazione degli aspiranti e sta bene attenta a che i posti messi a concorso siano sempre quelli effettivamente necessari.
In Francia, oltre alla Chambre Nationale che formalmente rappresenta tutti, esiste un’associazione dei giovani ufficiali giudiziari e un sindacato dei praticanti.
Questa situazione testimonia che anche lì, evidentemente, si creano interessi differenti, quando non contrastanti.
Peraltro anche nei nostri uffici vediamo fazioni e situazioni di contrasto ogni volta che entrano in ballo aspettative contrapposte e anche di tipo economico.
Ti assicuro che a volte il clima si riscalda. Non credo che ci sia da scandalizzarsi, fa parte della normale dialettica tra interessi diversi e non implica coinvolgimento della stima e rispetto reciproci e meno che mai indifferenza.
Normalmente si arriva a una mediazione e si va avanti.
Potrei anche dirti, ipocritamente, che non siamo noi il vostro interlocutore diretto e abbiamo interessi che al momento sono diversi.
La realtà sta anche nel fatto che una categoria che non riesce a mettersi d’accordo per affrontare i propri problemi difficilmente potrà partecipare alla risoluzione di quelli degli altri.
Temo di non essere stato all’altezza delle tue aspettative, ma accetta i migliori, sinceri, auguri di perseguire i tuoi obbiettivi e continuare a dare un apporto dal di dentro di una categoria che ha più che mai bisogno di persone attive e intelligentemente motivate. Cordialmente,
Pino Lobrano

 
12 novembre 2004

La lettera del Collega Corvasce mi pareva abbastanza chiara: si voleva segnalare l'incomprensibile astensionismo dell'Unione in merito alla manifestazione romana, considerati gli inviti reiterati alla unita'proclamati dalla stessa associazione.
La tua risposta non glissa forse sulla vicenda della convenzione con le Poste? Credo peraltro che tale convenzione abbia costituito semplicemente lo spunto per dar sfogo al generale malcontento che serpeggia nella categoria. Mi pare invece che, al di la' del comprensibile disagio di fronte alla..mamma che partorira' ancora due gemelli,si debbano salutare con gioia iniziative come quella in oggetto sia pure...tardive! Ben vengano quindi altre iniziative di lotta come quelle da te puntualizzate (in primis una astensione generalizzata dell'uso della propria autovettura),manifestazioni. articoli sui giornali ecc.
Iniziative che, permettimi di dire, devono essere incoraggiate ed anzi organizzate da coloro che , per scelta, hanno aderito o si sono fatti promotori di associazioni come la Vostra! Complimenti per la sinteticita' e chiarezza del sito nella sua nuova veste! Un caro saluto.
Antonio Caradonna

Non credo di aver glissato sulla questione della convenzione, per non appesantire la risposta al collega ho semplicemente fatto riferimento a quanto avevo scritto (credo con chiarezza) in altra parte del sito. L’ultimo appello, ai colleghi di buona volontà, che hai visto sul sito il 22 ottobre scorso ha proprio lo spirito che tu solleciti. Se oltre a te risponderanno, come in parte si sta verificando, molti altri colleghi, indipendentemente dalle sigle di appartenenza, potremo finalmente avviare iniziative concrete e smuovere anche il pantano dei politici che sono assolutamente indifferenti alle nostre vicende. Sei disposto a partecipare direttamente per quanto riguarda l’organizzazione di attività nella tua regione? Continua a seguirci, abbiamo bisogni del supporto di tutti, cari saluti anche a te e....
Grazie per i complimenti!

Pino Lobrano

 

7 novembre 2004

Pino, Francesco,
era ora che l'unione si muovesse nella direzione che auspicavo!! (ma non solo io, eravamo in molti, a giudicare dalle lettere che ho ricevuto)
Sono con Voi, e ovviamente aderisco all'iniziativa della conferenza unitaria.
Fatemi sapere se posso esservi di aiuto in qualsiasi modo.
A presto e salutatemi e complimentatevi da parte mia con Federico (ci vuole coraggio a esternare con crudezza e sincerità. E proprio di coraggio ne avremo tutti bisogno)

Nico Lomonte

 

7 novembre 2004

Cari colleghi,

attualmente lo Stato Italiano è sempre più orientato, pur di risanare i propri conti e rispettare i parametri imposti dall'Europa, verso una politica di tagli tout court piuttosto che a risanare l'esistente. Il nostro Governo cerca ormai di far cassa con condoni vari e vendite del proprio patrimonio immobiliare, ma è sul Pubblico Impiego che gli analisti economici hanno puntato il dito. Costoro, ormai quotidianamente (e per rendersene conto basta leggere di tanto in tanto varie testate giornalistiche), ricordano a noi tutti che l'amministrazione statale deve snellirsi, che i dipendenti statali sono dei privilegiati, che sono troppi, che si spende troppo per pagare le loro retribuzioni e che bisognerebbe affidare ai privati il più possibile…
Visto da questo punto di vista, ciò che avviene oggi con l'"accordo delle Poste" non è un fatto nuovo, ma costituisce la fase di un processo che è in pieno svolgimento, che parte da lontano e, pertanto, si può concordare pienamente con chi, tra noi, ritiene che la nostra figura professionale (e sottolineo professionale) potrebbe scomparire: gli Unep sono oggettivamente inadeguati, statici riguardo ai cambiamenti della società; dei carrozzoni insomma. Non è neppure difficile immaginare che nell'immediato futuro ci attendano momenti più duri di quelli che la nostra categoria sta attualmente vivendo; mi auguro di sbagliare ma temo che la parola d'ordine per capire ciò che succederà nell'immediato futuro sia ancora la stessa: "privatizzazione".
Mi chiedo allora come sia possibile che un intera categoria preferisca scomparire piuttosto che abbracciare (e sarebbe ora) la liberalizzazione della professione? Noi non siamo impotenti ma molto più semplicemente fermi e, come storditi, subiamo passivamente questo decadimento che non è soltanto lavorativo ma anche morale, rimanendo nel contempo insensibili verso le parole di quanti vorrebbero invece scuotere le nostre coscienze.

Gli Ufficiali Giudiziari in Italia, infatti, rappresentano forse l'unica categoria che, in una fase di ristrutturazione come quella brevemente accennata, abbia lottato per passare da un regime fondamentalmente autonomo e speciale ad uno statalista ed i limiti di tale divenire sono ormai sotto gli occhi di tutti. Insomma, proprio nella fase in cui si doveva lottare per liberalizzare anche in Italia la professione, ci si è invischiati in questo vicolo cieco? Nelle riqualificazioni per esempio? Nel dover elemosinare per anni un modesto aumento del rimborso spese?…
Mi pare ancora di sentirle le grida di vittoria dei sindacati "maggiormente rappresentativi" che, tra le nostre legittime perplessità, esultavano cantando. " E' stato finalmente firmato il contratto - dicevano - …finalmente anche noi avremo i buoni pasto - reclamavano ancora: e sono ancora gli stessi che recentemente hanno diffuso la bellissima notizia (non vedevamo l'ora) che tutti noi avremmo finalmente guadagnato tanti bei 39 centesimi ad atto, contro i pochi 33 centesimi…!!
Mentre attendiamo con ansia e trepidazione che i vari uffici interessati si mettano d'accordo sulla misura dell'adeguamento delle trasferte, non è superfluo ricordare che, in Parlamento, giace una proposta di legge (di fatto sono ben due) per l'istituzione anche in Italia della professione intellettuale di ufficiale giudiziario. E' uno spiraglio ciò che si intravede ma mi auguro che con la ripresa autunnale la categoria si riunisca attorno a questo progetto. Unisco pertanto, le mie parole a quelle di tanti altri e ringrazio i colleghi che ogni giorno con impegno mai abbastanza ripagato, credono e lottano per liberalizzare la nostra professione. L'impegno e la solidarietà di ognuno di noi verso questi colleghi è ormai cosa non più rinviabile, e mi auguro davvero che queste mie poche parole possano essere di sprono per ogni singolo collega a contattarli, incoraggiarli e consigliarli.

Alberto Granieri Galilei

 

7 novembre 2004

Egregio Dott. Lobrano, sono un vincitore del concorso per Uff. Giud. e scrivo per fare una sola osservazione. Ma come fa Lei ed il Dott. Ferraro a lamentare una carente partecipazione della categoria se siete i primi ad essere rimasti totalemente estranei a tutta la mobilitazione che Angelo Daurora ha promosso e continua ad incoraggiare. E non mi sembra che stia curando i suoi interessi. Ma lo sa che siamo andati a Roma a manifestare? Lo sa che ci stiamo battendo contro la Convenzione fatta dal Ministero con le Poste Italiane. Ma se lo è fatto un esame di coscienza. Io veramente non capisco. Anche lei come gli altri è pronto a lamentarsi ma non ha speso una parola per incoraggiare gli Uff. Giud. alla partecipazione allo sciopero ed alla manifestazione che si è tenuta. Scusi lo sfogo. ma non ho resistito. Cordiali saluti.

Vincenzo Corvasce


Caro Collega,
spero di poterti chiamare così nel senso che ti auguro sinceramente di far parte dei prossimi assunti e quindi, se permetti, diamoci del tu.
Non ti nascondo che vista la situazione attuale della categoria io avrei serie difficoltà ad incoraggiare qualcuno ad intraprendere questa carriera.
E' anche vero che ho due figli che probabilmente hanno più o meno la tua età. Non hanno intenzione di intraprendere l'attività paterna e non faccio nulla per incoraggiarli, ma capirei benissimo se, di fronte alla prospettiva di avere un'assunzione a tempo indeterminato, uno stipendio fisso e un lavoro che conserva ancora, quale ultimo vantaggio, una quasi totale autonomia nella gestione del lavoro e del proprio tempo, fossero interessati a fare l'Ufficiale Giudiziario.
Fatta questa premessa, credo che, da vincitore di concorso, tu stia solo sperimentando un primissimo assaggio di quello che è il rapporto dell'ufficiale giudiziario con il proprio datore di lavoro.
Ma devi solo aspettare poco tempo per vederne delle belle.
Per incominciare, nessuno ti ha detto ufficialmente che dovrai avere la patente e una macchina da mettere a disposizione del servizio o il capitale iniziale per acquistarla, ma dovrai avere queste cose.
Non so come, se e quando ammortizzerai la spesa principale e quelle accessorie: infatti le trasferte (il rimborso spese per gli spostamenti sul territorio) saranno tassate a dovere. Le dovrai dividere con qualche collega che starà tranquillamente in ufficio senza svolgere attività esterna, mentre, se dovrai pagare assicurazione, manutenzione, eventuali gomme spaccate, per non parlare di cose più sgradevoli, saranno solo affari tuoi.
Inoltre scoprirai subito che la tua laurea è solo qualcosa da mettere in cornice, infatti altre persone, degnissime per carità, i B3, assunti con un concorso molto più semplice del tuo e senza tante storie, potranno fare esattamente le stesse cose che puoi fare tu anche senza i requisiti culturali a te richiesti.
Ti potrai consolare pensando che a te saranno "riservate" mansioni di tipo burocratico-ragionieristico-contabile che secondo la nostra amministrazione fanno la differenza e pesano ben più dell'attività giurisdizionale.
Forse hai la passione per la contabilità, ma la nostra non è poi così complicata né interessante, però se così non fosse sappi che le esecuzioni, la preparazione giuridica e la capacità di realizzare concretamente il diritto sono ormai menate per ingenui.
Per avvicinarmi al sodo della tua lettera dico anche che ci sono tante altre cose che noi che siamo già in servizio non riusciamo a capire.
Una di queste, forse è la più banale, ma è la prima che mi viene in mente, è la contraddizione evidente nel comportamento di un'amministrazione della giustizia che da otto anni non riesce ad adeguare i diritti e le trasferte (che non dovrebbe pagare ma che sarebbero pagati dagli utenti) accampando questioni di bilancio e cavilli vari e invece riesce a bandire faraonici concorsi per persone che deve mettere sul libro paga con costi astronomici, salvo poi rendersi conto che non ce la fa a pagarli.
Ma siamo abituati alle "contraddizioni" dell'amministrazione della giustizia.
Non ti parlo della convenzione con le poste sulla quale ho già espresso la mia opinione nell'articolo "Tazebao" che puoi trovare in altra parte del sito.
In ogni caso si tratta di accordi di tipo lobbistico che non possono essere scalfiti da mille anni di nostre folkloristiche manifestazioni di piazza, che, a parte il suscitare la curiosità del parlamentare di passaggio davanti agli striscioni, lasciano il tempo che trovano.
Spero di essere smentito dai fatti.
Sicuramente hai capito che la categoria in questo momento ha già i suoi bei problemi, ma cerco di spiegarti meglio perché il nostro sito si è astenuto dal pronunciarsi sulle iniziative dell'amico D'Aurora e perché, a quanto mi risulta, anche altre organizzazioni o sindacati, oltre a prese di posizione di facciata, non si sono sperticati più di tanto in favore dei vincitori di concorso.
Aldilà di ogni ipocrisia o interessi demagogici, la questione dei numeri della pianta organica è diventata con gli anni un punto dolente per la categoria, non è un problema che si è posto solo con questo concorso ma se ne parla da un pezzo, infatti la crescita non ragionata delle piante organiche e il calo dei volumi di lavoro sono andati di pari passo nel tempo.
Questa è la realtà, come io la conosco in Sardegna e come mi viene confermata da quasi tutti i colleghi con i quali sono in contatto nel resto d'Italia.
Per questo la categoria, a parte poche sedi perennemente scoperte di organico, non sente la necessità di nuove assunzioni e in tale numero.
Forse siamo "corporativi, venali e ispirati dal dio quattrino", come qualcuno crede di poterci rinfacciare, ormai senza fondamento.
Io mi dolgo solo di aver perso la posizione economica del passato, che certo non era da nababbi ma invidiabile se rapportata a quella dei normali dipendenti statali di pari grado, e non mi vergogno del desiderio di lavorare e di guadagnare, come questo lavoro consentirebbe se fatto come nel resto d'Europa e del mondo, non mi faccio turbare da sciocchezze moralisteggianti.
In questo senso sono calvinista, chi produce, guadagna e reinveste il guadagno producendo altro benessere è un benemerito.
Per contro la verità è che a Sassari, dove io lavoro, fino a otto o nove anni addietro eravamo in tre Ufficiali Giudiziari C1, avevamo un cronologico delle esecuzioni che si chiudeva a fine anno con quasi seimila atti, avevamo una percentuale sui crediti recuperati dall'erario che faceva impallidire quella attuale e veniva divisa solo in tre persone, a parte i B3, e ti assicuro che nessuno è mai morto per il troppo lavoro.
Oggi siamo nove C1 sulla carta e sette effettivi, il nostro cronologico delle esecuzioni arriverà alla fine di quest'anno a segnare al massimo 2500 atti, la percentuale è divisa tra tutti su base nazionale e ridotta a importi irrisori. La situazione di Sassari è la fotocopia di quel che è successo nel resto d'Italia, con forse qualche eccezione.
In compenso le spese di acquisto e di esercizio del mezzo di lavoro si sono moltiplicate sia in termini assoluti che relativi se pensi che la trasferta è ferma a otto anni fa, ma in più è tassata, suddivisa e ridotta nel suo ammontare mensile in conseguenza della diminuzione del lavoro e dell'aumento dei numeri delle persone.
Tira quattro conti e potrai capire quale gioia si spande in una famiglia che ha tanti figli e difficoltà nel mantenerli quando si viene a sapere che la mamma è in attesa di un altro paio di gemelli.
Ti assicuro che da parte della categoria non è venuta nessuna sollecitazione a prese di posizione, che sarebbe facile definire demagogiche, in favore di nuove assunzioni e l'associazione non ha nascosto nulla.
Ammesso che da parte nostra ci fossero intenti censori, ci sono comunque altri siti internet o riviste di settore, come il Mondo Giudiziario, su cui queste richieste avrebbero trovato spazio.
Perché questo atteggiamento? Forse perché chi sta annegando non ha la possibilità di occuparsi di chi vuole imparare a nuotare.
Quindi ci siamo limitati, credo correttamente, ad una semplice astensione sull'argomento.
Non voglio forzare la tua pazienza nel leggermi ulteriormente.
Un'altra volta potremo parlare delle forme di lotta attuabili da parte della categoria, essenzialmente un'astensione totale e prolungata nell'uso delle automobili.
Concludo con un messaggio di incoraggiamento:
leggo sulla "Nuova Sardegna", quotidiano di Sassari, del 6 novembre 2004, che il Consiglio Regionale della Sardegna, all'unanimità, ha approvato una mozione che impegna il Consiglio medesimo ad intervenire sul governo per una positiva conclusione della vicenda che veda la totale assunzione dei vincitori del concorso per ufficiale giudiziario, l'abolizione della convenzione con le poste e l'assegnazione alla Sardegna dei ventidue vincitori che potrebbero essere parzialmente dirottati al nord.
Cosa chiedere di più ?
Scusa la franchezza, purtroppo è un dato del mio carattere.
In ogni caso ti porgo ancora i migliori auguri, veramente sinceri, e ricambio i più cordiali saluti.
Scrivici ancora.

Pino Lobrano

 
Caro Pino, ho letto il tuo sarcastico articolo, nonostante sia molto divertente, mi sarei aspettato qualcosa di diverso. In questo momento così critico l'unione batte un pò la fiacca, e invece di scrivere articoletti sarcastici, occorrerebbe una azione più incisiva, dandone comunicazione anche sul sito, così la specie vulgaris come la chiami tu, possa prendere coscienza di quello che si stà facendo. Siamo rimasti al convegno di Civitanova, dopo di che il silenzio. D'accordo non è certo colpa vostra se non abbiamo avuto quello che speravamo, ma ora bisogna ricominciare. Quali sono i prossimi obbiettivi? Cosa si sta facendo per evitare lo sfascio? Quali sono le vs. proposte? Non so come la pensate, ma il 29 ottobre c'è stato uno sciopero, sul sito non ho letto nulla, ho solo sentito che Ferraro avrebbe boicottato l'azione perché promossa da Angelo. Lasciamo perdere il passato e cerchiamo di combattere tutti insieme invece di irridere noi stessi.

Spero non te la prenda a male ma quando ce vo ..... ce vo....... come si dice dalle mie parti.  

Saluti Andrea

Caro Andrea, ho scelto la tua lettera tra le molte arrivate in quanto le riassume un pò tutte. Tu, come gli altri, lamenti fatti precisi e hai ragione. Il mio intento era volutamente provocatorio e, viste le reazioni (pensa che ho perfino quasi litigato con un collega del mio ufficio che si è sentito offeso!) debbo ritenere che ho raggiunto lo scopo, almeno adesso è assodato che una certa capacità di reazione c’è. Ti confesso che è scoraggiante vedere che tantissime volte le riflessioni più serie ed elevate di tono di tanti colleghi in gamba cadono totalmente nel vuoto e la categoria sembra anestetizzata o in coma e capace solo di esprimere indifferenza e rassegnazione. Io non voglio ancora rassegnarmi. Tu citi giustamente lo sciopero del 29 settembre organizzato da Angelo. Il silenzio non è stato volontario ma, come ho scritto sul sito, abbiamo avuto difficoltà tecniche che ci hanno impedito di lavorare al meglio, ad esempio gran parte della posta in arrivo si è persa e posso solo scusarmi con i colleghi che hanno scritto e per molti giorni siamo stati nell’impossibilità di aggiornare il sito. Pertanto mi assumo pienamente la colpa di certi silenzi e dei malfunzionamenti nella comunicazione. In altra pagina del sito potrai leggere (in ritardo per i motivi già detti) un comunicato – appello rivolto da Federico Ferraro, a nome dell’Unione, a tutte le componenti della categoria. Speriamo che quanti si sono indignati per il mio articolo sappiano anche aderire a proposte più serie.
Sono anch’io, ahimè, specie vulgaris. Un abbraccio,

Pino Lobrano

Egr. Sig. Presidente,
chi le scrive è uno dei partecipanti-vincitori del recente concorso per 443 ufficiali giudiziari C1, ed appunto in virtù di questa “qualifica” che ho avuto modo quest’ anno di interessarmi alle varie problematiche che investono la categoria, credo (relata refero) non in uno dei momenti migliori della sua storia: riduzioni delle funzioni, carenza di personale, difficoltà dell’interpretazione del concetto di interfungibilità, scarsa rappresentatività delle organizzazioni sindacali, ecc…
Nello stesso tempo, però, in questo quadro desolante si inserisce la prospettiva non più utopistica, in considerazione del disegno di legge recentemente presentato al Senato, della liberalizzazione della professione. La detta liberalizzazione, chiaramente, aprirebbe nuovi orizzonti per l’intera categoria non solo in termini economici ma soprattutto in materia di riqualificazione professionale e di prestigio. Ma non spetta a me e proprio su questo sito ricordare quanto sarebbe importante per gli Ufficiali Giudiziari il raggiungimento di questo risultato, considerato che è l’obiettivo di codesta associazione da almeno un decennio, stante a quanto ho avuto modo di leggere.
In questo contesto generale, per venire allo specifico della presente, mi chiedo che posizione abbia preso l’Associazione da Lei presieduta nei confronti dell’assunzione e soprattutto dei tempi previsti per la stessa dei vincitori del concorso in questione. Le dico questo perché è di stretta attualità la notizia, non ufficiale per la verità, secondo la quale il Consiglio dei Ministri abbia autorizzato per l’anno in corso l’assunzione di solo 102 Ufficiali Giudiziari poco più quindi del 20% degli aventi diritto. Io ritengo, e non solo pro domo mea, che dall’assunzione di tutti i vincitori in tempi brevi non possa che giovarsene l’intera categoria per un evidente motivo pratico: maggiore disponibilità di personale negli Uffici NEP, personale tra l’altro con maggiori motivazioni, trattandosi di neo assunti e con adeguata preparazione di base, trattandosi di soggetti laureati.
E credo anche che questa spett.le Associazione, a mio modesto avviso, debba augurarsi l’impiego di forze nuove in modo da porre insieme a queste, sulle basi dell’entusiasmo di chi inizia una nuova avventura professionale, le fondamenta per superare questo momento di transizione ed insistere a percorrere la strada della riqualificazione della figura dell’Ufficiale Giudiziario che possa giungere alla libera professione o quanto meno farle assumere il prestigio e la dignità che le spetta, in barba ad ogni interesse consortile di chi ne auspica addirittura l’eliminazione.
In considerazione di quanto detto, se Ella lo riterrà opportuno, voglia, quindi, sensibilizzare le Autorità competenti affinché si possano entro l’anno 2004 assumere tutti gli aventi diritto.
RingranziandoLa per l’attenzione prestatami, si porgono distinti saluti

Un prossimo socio
Dott. Sebastiano Perez

Pubblicheremo al più presto la risposta di Federico Ferraro...

 
 

Dall'u.g.b3 Condemi giuseppe, sez.dist.trib.di Sapri (SA) , nonchè assessore 1° eletto di un comune di 5.000 abitanti, complimenti, complimenti per il lavoro che svolgete,inoltre, il ddl Magnalbo' è perfetto, chi vi ha collaborato?che tempi si prevedono per l'approvazione da parte di Camera e Senato?credo sia giunta l'ora della svolta. Grazie a Voi ed al sen. Magnalbo'......... se sara' in grado di farlo approvare , mi pare che i numeri non gli manchino(AN). Un saluto da chi vi stima e programmate un convegno,grazie.

 

grazie per i complimenti (che ricambiamo per la brillante carriera politica), per parte nostra speriamo di mantenerci all’altezza della stima che manifesti. Il DDL è il prodotto del lavoro collettivo del direttivo dell’associazione. Per i tempi una sana scaramanzia impone di non pronunciarsi. Chiedi un convegno? Sei subito accontentato, ne è previsto uno a Civitanova Marche il 23 maggio p.v., ci sarà anche Magnalbò e altri politici,oltre ai colleghi francesi Isnard e Spinelli. Per problemi tecnici e organizzativi non è stato possibile pubblicizzarlo prima. Se puoi vieni, sarai gradito come tutti i colleghi e simpatizzanti. Molti cordiali saluti,

Pino Lobrano

 

 
 

 

Caro Collega,

sono un ufficiale giudiziario b3 presso l'ufficio di Tivoli, seguo da circa quattro anni l'attività dell'unione e ho accolto con sorpresa ed entusiasmo la nuova proposta di legge presentata al senato. Nonostante l'eccitazione però, mi rendo perfettamente conto che tra il dire ed il fare c'è molta strada da fare. In primo luogo vorrei rendermi utile e poi vorrei carpire qualche notiziola fresca, voci di corridoio, nuove iniziative ecc. Infine, visto il ritrovato fermento di questi giorni, molti colleghi di vari distretti mi chiedono se non sarebbe il caso di indire un primo congresso nazionale degli Ufficiali Giudiziari, dove poterci compattare e dove poter tracciare tutti insieme le linee programmatiche di azione. Noi stiamo lavorando per questo e ci farebbe piacere se voi aderiste all'iniziativa.

A risentirci, Andrea.

 

Caro Andrea,

grazie per la tua cortese lettera. La proposta di legge presentata al Senato è solo il primo importantissimo passo, frutto del sagace lavoro dei colleghi Schepis e Ferraro in prima linea e di noi tutti nel retrobottega, di un’attività che non sarà facile. Fai bene a stemperare l’entusiasmo con la concretezza, infatti è facilmente prevedibile che sarà necessario superare indifferenza e attenzioni “negative”, Però con il sostegno entusiastico di chi crede in questa proposta, e ti assicuro che siamo in tanti, potremo fare parecchia strada. Stiamo studiando il progetto di un congresso e probabilmente verso la fine dell’anno si dovrebbe vedere qualcosa, naturalmente siamo aperti alla collaborazione di tutti.

Continua a seguirci e a portare le opinioni tue e degli altri.

Cari saluti

 

 

Caro Collega Franco,

Sono Paolo Albanese, il collega di Grosseto che nel 98 sono stato per breve tempo a Roma. Ti scrivo dopo ever letto con interesse le ultime notizie sul sito uiug.com. Sono incazzato per la pagliacciata (per non dire altro) dei cosidetti Corsi-concorsi che il sottoscritto si e' "sciroppato" due anni fa a Genova. Ora tale rottura è stata ripresa ed accelerata !!!! per darci il miraggio e sempre irraggiungibile C2. Ho saputo che al momento della cosiddetta prova orale si dovranno "portare" tutte le materie studiate!?!? in quei giorni caldi di Genova. Essere davanti ad una commissione composta da gente ignorante nella nostra materia che in base a quello che ci si ricorda o studiato dovrà dirci se siamo da c1 o c2. A me come dicevano i tre tre mi sembra na' strunzata!!!. Dopo 26 anni di servizio e qualche anno sul groppone rimettiamoci a studiare per farci dare quello che da tanti anni ci spetta di diritto ossia il C2 o addirittura in alcuni casi il c3. La mia proposta è quella di boicottare tale esame facendo una bella scena muta, così tutti quelli che si sono inventati il corso-concorso faranno la fine dei pifferi di montagna. Putroppo ci sarà sempre qualcuno "ruffiano" per non dire altro che imparerà tutto a memoria e dolcemente e senza usare vasellina sarà pronto, come sempre ad infilarcelo nei bassifondi. La colpa di tutto ciò è anche nostra che non siamo stati mai uniti. Ti ringrazio dell'ospitalità e scusami per lo sfogo.

 

Caro Paolo,

Comprendo bene le tue recriminazioni, credo comune a molti colleghi. Sono molte le scelte Ministeriali incomprensibili e tante non condivisibili. Gli UNEP ormai navigano a vista senza meta. Alcuni sembra abbiano perso la bussola e vanno alla deriva. Il comandante in capo o é distratto e pensa ad altro o non sa che fare. L'UIUG fortunatamente si muove in autonomia ( vedasi il DDL sulla libera professione degli ufficiali giudiziari presentato dal sen. Magnalbò). Mi auguro che ciascuno di noi ci metta del suo per aiutarlo a passare. Fammi sapere che aria tira dalle tue parti. Saluti.

Francesco Laquidara

 
 
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