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Leggiamo sul Mondo Giudiziario
n. 20 del 17 maggio 2004 una nota non recentissima, firmata dal direttore
generale del D.O.G. del Ministero della Giustizia, Dottoressa Carolina
Fontecchia, e diretta al Comune di Latina in materia di costo
delle notifiche penali effettuate dalla polizia municipale.
Bene, pare che si stia affermando
un “prezzo di mercato” della notifica non fatta dall’ufficiale
giudiziario, infatti se da un lato la famigerata convenzione con le
Poste pare prevedere un compenso di 10 euro a notifica, oltre alle spese,
anche le amministrazioni municipali non scherzano.
Il Comune
di Latina (forte dell’ art 10 della legge 03/08/99 n. 265
che demanda ai Ministri di Tesoro, Interni, Bilancio e altri la determinazione
della somma aggiuntiva da corrispondere ai comuni, oltre alle spese
vive della raccomandata) chiede 10 Euro per ogni
notifica effettuata dalla polizia municipale, oltre alle spese
postali.
In realtà, come fa rilevare
la D.ssa Fontecchia, in base alle determinazioni interministeriali il
compenso per i comuni è stabilito in 10.000 delle vecchie lire
ma, va da sé, 10.000 lire sono diventate ovunque, automaticamente
(anche per il Comune di Latina!) 10 euro.
Ne possiamo concludere che, se ammettiamo una “percezione comune”
del giusto prezzo di una notifica penale, questo sembra oscillare attorno
ai 10 euro.
Ma allora l’Unep è
decisamente fuori mercato con i pochi centesimi previsti a compenso
di ogni notifica penale, la cosa dovrebbe indurci a qualche riflessione.
Infatti siamo in un epoca in
cui sembra ormai accettato da tutti, se non condiviso, il principio
per cui il prezzo dei servizi deve essere adeguato al loro costo, con
pochi correttivi politici.
Da noi, ma solo per noi, il
correttivo politico, porta al far correre, con gran flessibilità
del “tempo di lavoro” (vedi orario
di lavoro nettamente superiore al normale), qualche migliaio
di persone ogni giorno e pagandole pochi spiccioli.
Poiché, evidentemente,
queste persone non riescono a fare tutto si è costretti ad esternalizzare
pagando prezzi di mercato.
A quanto pare aumentare i numeri
del personale deve essere meno conveniente e così pure incentivare
economicamente quello esistente.
Per parte nostra noi continuiamo
a correre da una parte all’altra senza riflettere sul nostro potere
contrattuale e sul valore del nostro lavoro.
Noi, anime bellissime, siamo
fatti per una riqualificazione da quattro soldi in più, per l’interfungibilità
e per dare una mano al bilancio dello stato affinché lo stesso
possa pagare il giusto prezzo per far fare ad altri le nostre attività.
Pino
Lobrano (maggio 2004)
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